sabato 24 novembre 2007

Make war not love - 3

Mi sorprendo io stesso del disgusto che provo a sentir parlare di pacifismo. Eppure, non ho mai agito in modo violento (assurdità: diciamo che la maggior parte delle mie azioni e reazioni non sono violente), né sono un guerrafondaio (al contrario: obiettore di coscienza), ma l’idea del pacifismo, o di movimenti no war mi fa rabbrividire e mi provoca un senso di nausea.

You may say I’m a dreamer, maybe I’m just the only one.
Eppure non riesco a comprendere come persone dotate di una minima dose di buonsenso possano anche solo immaginare un mondo dove ogni traccia della guerra è stata cancellata. È un pensiero che offende la natura e la ragione, la storia e la realtà: mai esisterà sulla faccia della terra anche solo un instante senza guerra, e nemmeno avrebbe ragione di esistere. Tra l’altro l’evidenza di questa affermazione è disarmante, e mi si perdoni il gioco di parole. Non bisogna essere filosofi, storici, scienziati o uomini di cultura per constatarlo.

Ma come: proprio noi, con alle spalle secoli e secoli di testimonianze, dati e informazioni; proprio noi, costantemente aggiornati su tutto ciò che avviene in ogni angolo del mondo, abbiamo la sfacciataggine di scendere in strada per rivendicare una vita no war?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se le cose non devono cambiare perchè la storia è sempre stata cosi', perchè allora siamo andati sulla Luna.
Seguendo il tuo ragionamento mai avremmo dovuto andarci

Orazio. ha detto...

Il tuo ragionamento non fa molte grimze. Vallo a spiegare ai pacifisti però.. temo sia impossibile: costoro sono persone disposte anche ad accettare contraddizioni enormi e irrisolvibili pur di non mettere in dubbio le loro comodissime certezze morali.