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sabato 20 dicembre 2008

Il pensatore del XXI sec. - 8

Il piacere che si trae dalle cosiddette attività dello spirito, deriva in ultima istanza dal fatto indubitabile che né noi, né alcuno prima o dopo di noi, potrà mai trovare una formula esaustiva, un singolo schema, un'unica e definitiva risposta a tutti gli interrogativi che l'essere umano, dalla sua comparsa sulla terra, si è posto incessantemente.
Perchè in realtà, se per disgrazia – ma ciò non accadrà mai – un giorno qualche saggio giungesse davvero alla scoperta della legge del tutto, della verità assoluta, nessuno avrebbe più nulla da cercare, e cesserebbe la sola e vera fonte di sommo piacere che sia stata concessa all'essere umano: la ricerca stessa, appunto. Anche gli stolti e gli ingenui lo sanno, e ciò vale in qualsiasi campo; ma tale assunto è altrettanto chiaro nella mente dei saggi, che hanno essi stessi sperimentato, nel corso della loro vita, che nessun obiettivo raggiunto vale quanto il suo stesso raggiungimento. Una volta che si arriva ad ottenere ciò che a lungo e tenacemente si è cercato, l'oggetto della ricerca perde immediatamente di interesse, e viene sostituito con un altro.

Quindi il vero saggio sa che il vero piacere che consegue dell'attività intellettuale e più in generale dello spirito - la più alta espressione dell'umana specie - consiste nell'escludere a priori, unica tra le attività umane, il raggiungimento dell'obiettivo.

L'attività dello spirito - e dunque la ricerca della verità, la formulazione della teoria del tutto - è la sola a non poter per definizione raggiungere l'obiettivo, ed è dunque unica dispensatrice di un piacere che sarà lungo tanto quanto l'esistenza dell'essere umano.

venerdì 13 aprile 2007

Il pensatore del XXI sec. - 7

Volete che la dica tutta? Siamo vecchi. Noi, esseri umani, in quanto specie e agli inizi del XXI secolo. Siamo la terza età del genere umano: l’età delle definitiva percezione della totale assenza di senso della vita, l’età in cui i peggiori vizi si cristallizano per raggiungere la vetta del cinismo e della degradazione, l’età dell’impotenza e dei malanni fisici, delle malattie e della solitudine, dello sguardo costantemente rivolto al passato nonostante le falle di una memoria che non funziona più.
Siamo quelli che hanno già visto tutto, e l’hanno visto e rivisto così tante volte che per l’abitudine se lo sono scordato. Come i vecchi, siamo quelli che nonostante abbiano visto tutto non per questo hanno capito tutto, anzi, proprio perché abbiamo visto tutto non siamo potuti venire a capo di nulla.

mercoledì 11 aprile 2007

Il pensatore del XXI sec. - 6

Quali abissi da scandagliare? Quali vette da conquistare? Non ci è rimasto più nulla. Gli angoli più luridi e abietti così come i templi più splendidi e imponenti. Abbiamo osservato, catalogato e mappato tutto, non una sola ma più volte, e con strumenti sempre più sofisticati. Se qualcuno nel corso di questo immane sforzo crede di aver trovato qualche risposta si faccia avanti e scagli la prima pietra.

Il pensatore del XXI sec. - 5

Certo forse potrebbe essere di conforto un pensiero del genere: se è vero che partendo da un diverso contesto, un differente periodo storico, diverse culture e condizioni economiche sono arrivato – per fare solo un esempio - più o meno alle medesime conclusioni di Dostoevskij, allora forse si può ipotizzare che alcune verità (mi viene un brivido solo a nominare il termine) abbiano davvero carattere universale, che siano atemporali e indipendenti dai contesti. E se penso che buona parte della mia pseudofilosofia ha molti tratti in comune con il pensiero non solo di Dostoevskij ma di Socrate, Platone, Epitteto, Marco Aurelio, Cioran, Leopardi, Sun Pin, Qohelet, Merleau-Ponty, Nietzsche, della Bibbia e dei Vangeli (e chi ne ha più ne metta), beh, l’ipotesi che sembrino esistere delle linee di pensiero e di condotta eterne e trasversali a qualsivoglia filosofia, teologia o visione del mondo sembra assumere ancora più consistenza.
Si potrebbe così arrivare a ipotizzare che esistano non i pensatori ma le idee, e che queste idee esistano indipendentemente da chi le pensa.
Già. Ma la mia, come quella di Dostoevskij o di Leopardi, è solo una delle molteplici visioni del mondo. E così come la mia visione del mondo ha diversi punti di contatto con quella di altri, allo stesso modo la visione del mondo di un’altra persona potrebbe avere molti elementi in comune con altrettanti pensatori che hanno della realtà una visione completamente diversa e alternativa rispetto alla mia e a quella dei pensatori a cui faccio riferimento. E quest’altra persona, come faccio io, potrebbe ipotizzare di aver trovato quelle verità universali e atemporali di cui si parlava sopra. E allora come la mettiamo? Esistono due verità? O invece una delle due verità è più vera dell’altra? E ancora: come è possibile dimostrarlo, visto che la realtà mostra tutto e il contrario di tutto?

Il pensatore del XXI sec. - 4

(Non per niente siamo l’epoca del vintage. Della riscoperta. Della rivalutazione. Già, poiché a quanto pare non siamo capaci di inventare nulla di nuovo, non facciamo altro che guardarci alle spalle per andare a pescare, nell’infinito calderone della Storia, qualcosa da riproporre. Siamo schiacciati, oppressi dal passato, dalla tradizione. )

Il pensatore del XXI sec. - 3

Ma il problema diventa particolarmente drammatico per le persone intelligenti del XXI secolo. Prendete un greco, per esempio, diciamo Aristotele. È possibile che Aristotele non fosse pienamente consapevole della posizione da lui occupata nello sviluppo del genere umano. È probabile che pensasse che certe domande se le fosse già poste qualcuno prima di lui, ma diciamola tutta, non avrebbe trovato poi così tanto materiale sull’argomento. Insomma il lungo processo meditativo del genere umano era - se così si può dire - agli albori, e possiamo immaginare Aristotele scrivere su una sorta di tabula rasa del sapere (o se qualcosa c’era scritto si trattava tuttalpiù di qualche scarabocchio, nessuna frase compiuta). Ma mettetevi nei panni di una persona intelligente del XXI secolo: non può permettersi di dire o pensare nulla. Tutto è già stato pensato, in mille diversi modi e lingue. La tabula rasa di Aristotele si è trasformata nell’immensa biblioteca di Borges dove nessuno, giustamente, scrive, perché tutto è già stato scritto, e questo tutto è praticamente indecifrabile. Un uomo del XXI secolo non può far altro che scoraggiarsi di fronte al già detto, al già scritto, al già letto. Non sappiamo più cosa inventarci, forse perché tutto l’inventabile è stato inventato.
Già, perché sebbene si siano moltiplicate le discipline e le specializzazioni, sebbene si siano aperti nuovi campi del sapere, sebbene le ricerche siano più approfondite, gli strumenti si siano fatti più precisi e via discorrendo, a quanto pare da millenni non facciamo altro che arrovellarci sugli stessi, dannati argomenti.

Il pensatore del XXI sec. - 2

Già, perché indipendentemente dalle epoche, dai contesti, dai costumi e dalle leggi, indipendentemente dalle latitudini e dalle lingue, le domande su cui si arrovellano fin dalla sua nascita le menti più illuminate del genere umano sono sempre, irrimediabilmente le stesse. E sempre le medesime sono le risposte, in questo senso: nessuno ha mai potuto dare una risposta certa, definitiva, inattaccabile. Ogni visione del mondo che fino ad oggi è stata elaborata è stata immancabilmente smontata da un’altra. La nuova visione, sicura di sé, si illude di poter finalmente spiegare tutto, di dare ad ogni domanda l’appropriata risposta, ma proprio quando si ha ormai non solo più la speranza ma una fondata certezza che questa visione sia effettivamente quella definitiva, ecco spuntare una visione del mondo alternativa, che pur partendo dalle stesse domande – o formulando sullo stesso tema domande diverse – arriva a conclusioni spesso opposte, che fanno piazza pulita della visione precedente, ormai ridottasi a mero punto di vista sul mondo, un punto di vista miope, parziale, limitato. E così via all’infinito.

Il pensatore del XXI sec. - 1

Cosa stiamo a fare al mondo, noi persone intelligenti e dunque inette del XXI secolo? A cosa possiamo pensare? Fatevi venire in mente qualunque idea, anche la più strampalata: scoprirete che qualcun altro, in qualche dannata epoca, l’aveva già elaborata prima di voi; non solo: lui l’aveva anche espressa meglio.
Perché, a voi non è mai capitato? Un bel giorno, in seguito a ore e ore di inerzia meditativa, venite folgorati da un’idea: improvvisamente tutte le premesse, le ipotesi, le contraddizioni, gli argomenti che avete accumulato sfociano in una chiara, limpida, luminosa, inevitabile conclusione. Quasi quasi non ci potete credere: tutto quel guazzabuglio, quella broda di pseudopensieri assume la perfezione e la bellezza di un’idea. Allora provate a riformularla, per verificare se è tutto vero o se è solo frutto della vostra morbosa fantasia: ripartite dalla premesse, demolite gli argomenti contrari, e arrivate nuovamente alla stessa conclusione. Allora è tutto vero! Avete chiuso il cerchio e state in contemplazione, rapiti.
Ma immancabilmente non passa qualche giorno – spesso bastano poche ore, a volte sono necessari anni – che leggendo un libro, un saggio, un articolo, guardando un programma in televisione scoprite che proprio quella stessa idea, che vi era costata ore e ore di elucubrazioni, di riflessioni, di solitudine e sofferenza, era già stata pensata da un vostro illustre o sconosciuto antenato, due, otto, quindi secoli fa o l’altro ieri. Non ci potete credere, eppure è proprio così: la vostra purissima, luminosissima idea non è affatto originale, non è la vostra idea, è l’idea di qualcun altro che ha pensato esattamente le stesse cose ben prima che lo faceste voi.
Credete stia esagerando? Allora vi sfido: fatevi venire in mente un qualunque argomento che non sia mai stato affrontato da altri prima di voi. Non ponete freni alla vostra fantasia. Non deve essere per forza intelligente, anzi, meglio ancora se pensate a qualcosa di stupido, impossibile, paradossale, contraddittorio. Avete pensato? Perfetto. Non mi interessa conoscere le risposte, vi posso solo assicurare che a qualunque cosa abbiate pensato, troverete – se solo vi voltate un attimo e vi guardate alle spalle o al vostro fianco - tonnellate di materiale sul tema: di nuovo libri, saggi, racconti, pensieri, opere d’arte, articoli, lezioni, programmi, film, canzoni, e chi più ne ha più ne metta. Ma non solo. Scoprirete anche che di quel determinato argomento - che voi avete indicato quasi per scherzo, per sfida, per prendervi beffa di me e delle mie stupide domande - esiste al mondo un esperto, l’esperto, che proprio di quel dannatissimo argomento sa tutto, avendogli dedicato l’intera vita. E se questo specialista non è vivo e vegeto, non temete, basterà fare qualche ricerca per trovarlo in qualche epoca passata.