mercoledì 11 aprile 2007

Il pensatore del XXI sec. - 1

Cosa stiamo a fare al mondo, noi persone intelligenti e dunque inette del XXI secolo? A cosa possiamo pensare? Fatevi venire in mente qualunque idea, anche la più strampalata: scoprirete che qualcun altro, in qualche dannata epoca, l’aveva già elaborata prima di voi; non solo: lui l’aveva anche espressa meglio.
Perché, a voi non è mai capitato? Un bel giorno, in seguito a ore e ore di inerzia meditativa, venite folgorati da un’idea: improvvisamente tutte le premesse, le ipotesi, le contraddizioni, gli argomenti che avete accumulato sfociano in una chiara, limpida, luminosa, inevitabile conclusione. Quasi quasi non ci potete credere: tutto quel guazzabuglio, quella broda di pseudopensieri assume la perfezione e la bellezza di un’idea. Allora provate a riformularla, per verificare se è tutto vero o se è solo frutto della vostra morbosa fantasia: ripartite dalla premesse, demolite gli argomenti contrari, e arrivate nuovamente alla stessa conclusione. Allora è tutto vero! Avete chiuso il cerchio e state in contemplazione, rapiti.
Ma immancabilmente non passa qualche giorno – spesso bastano poche ore, a volte sono necessari anni – che leggendo un libro, un saggio, un articolo, guardando un programma in televisione scoprite che proprio quella stessa idea, che vi era costata ore e ore di elucubrazioni, di riflessioni, di solitudine e sofferenza, era già stata pensata da un vostro illustre o sconosciuto antenato, due, otto, quindi secoli fa o l’altro ieri. Non ci potete credere, eppure è proprio così: la vostra purissima, luminosissima idea non è affatto originale, non è la vostra idea, è l’idea di qualcun altro che ha pensato esattamente le stesse cose ben prima che lo faceste voi.
Credete stia esagerando? Allora vi sfido: fatevi venire in mente un qualunque argomento che non sia mai stato affrontato da altri prima di voi. Non ponete freni alla vostra fantasia. Non deve essere per forza intelligente, anzi, meglio ancora se pensate a qualcosa di stupido, impossibile, paradossale, contraddittorio. Avete pensato? Perfetto. Non mi interessa conoscere le risposte, vi posso solo assicurare che a qualunque cosa abbiate pensato, troverete – se solo vi voltate un attimo e vi guardate alle spalle o al vostro fianco - tonnellate di materiale sul tema: di nuovo libri, saggi, racconti, pensieri, opere d’arte, articoli, lezioni, programmi, film, canzoni, e chi più ne ha più ne metta. Ma non solo. Scoprirete anche che di quel determinato argomento - che voi avete indicato quasi per scherzo, per sfida, per prendervi beffa di me e delle mie stupide domande - esiste al mondo un esperto, l’esperto, che proprio di quel dannatissimo argomento sa tutto, avendogli dedicato l’intera vita. E se questo specialista non è vivo e vegeto, non temete, basterà fare qualche ricerca per trovarlo in qualche epoca passata.

3 commenti:

vivi ha detto...

Credere con al fianco la continuità nell'agire fa della persona essere straordinario e da ricordare. Vale dunque poco il solo saper che le nostre idee erano già state pensate..se non si prende coscienza che proprio quel tempo d'azione interrotto fra me e la persona del passato è uno scrigno prezioso.

enricooo o o ha detto...

ma le idee sono di qualcuno? bisogna essere proprio suscettibili, nonché invidiosi, per lamentarsi di non avere il primato su un pensiero o una concezione, una volta passati i trent'anni... e non perdere tempo a rispondere a questo commento: una battuta migliore l'avrà già coniata qualcuno altrove.

LSSNDR ha detto...

Che fine psicologo. Forse prima di emettere sentenze basterebbe leggere qualche paragrafo oltre.

Da IL PENSATORE DEL XXI SEC., 5

'Si potrebbe così arrivare a ipotizzare che esistano non i pensatori ma le idee, e che queste idee esistano indipendentemente da chi le pensa.
Già. Ma la mia, come quella di Dostoevskij o di Leopardi, è solo una delle molteplici visioni del mondo. E così come la mia visione del mondo ha diversi punti di contatto con quella di altri, allo stesso modo la visione del mondo di un’altra persona potrebbe avere molti elementi in comune con altrettanti pensatori che hanno della realtà una visione completamente diversa e alternativa rispetto alla mia e a quella dei pensatori a cui faccio riferimento. E quest’altra persona, come faccio io, potrebbe ipotizzare di aver trovato quelle verità universali e atemporali di cui si parlava sopra. E allora come la mettiamo? Esistono due verità? O invece una delle due verità è più vera dell’altra? E ancora: come è possibile dimostrarlo, visto che la realtà mostra tutto e il contrario di tutto?'